"Equivoco" poesia di ALESSANDRO BERTOLINO, Torino. Immagine di CLAUDIO MASSUCCO, Torino

008
(copyright Claudio Massucco)

EQUIVOCO

Opel granata 1100.

 Viaggiano tre amici verso il mare.

‘Dolce casa, Alabama’- americani

cantano con l’accento del sud –

Media velocità, alto volume.

Forse per uno spiffero esce,

coperto in parte dalla musica,

potente uno starnuto.

L’amico ‘A’, seduto dietro,

è l’artefice del suono naturale.

Distorto si disperde,

nel piccolo abitacolo, il rumore.

Pneumatici in vacanza,

baciano l’asfalto senza sosta.

‘A’, educato chiede a chi è davanti:

“Scusa, t’ho bagnato?”.

Però, in quel mentre svisa una chitarra;

decibel dispettosi

alterano la domanda.

“Ha forato?” crede d’aver capito l’altro

(‘B’, nell’ordine alfabetico).

Nell’orgia delle note amplificate,

peggio comprende chi,

inizialmente aveva starnutito.

Così, quel punto di domanda assume

un tono certo, esclamativo.

Perciò, l’amletico dilemma,

modificato, greve, giunge

di quel vascello al timoniere

(urlato insieme al coro della band

in piena azione): “Hai forato!”.

Rapido, preoccupato, frena

l’amico ‘C’, al volante.

Nella piazzola al sole

(dell’ombra, manco l’ombra)

girano intorno all’auto i tre.

Esaminano ruote ad una ad una,

nella speranza vana di trovare

il buco, il taglio, la ferita

che tutta la vicenda ha provocato.

ALESSANDRO BERTOLINO

http://alberodellarte.altervista.org/alessandro_bertolino.html

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