Dr. (HC) Sonjaye Maurya

Dr. (HC) Sonjaye Maurya’ Art

Dreaming Princess
Shades of Life

Dr. (HC) Sonjaye Maurya is an eminent artist with international recognition. He is a self taught artist, who has made a strong niche in the world of art in a short span.

He is bestowed with numerous awards like, ‘Kala Ratn’, ‘Swami Vivekanand Excellence Award’, Bharar Jyoti, Honorary Doctorate, to name a few. He is also a ‘World Peace & Brotherhood’ and ‘World Humanity Ambassador’.

His works have a mysterious quality… a magical touch that makes them stand apart from the works of other contemporary artists. Everything that he paints has a deep meaning and message in it. May it be Buddha or even if he is painting fishes or a landscape. His works are many a times a transformation from realistic to abstract and vice versa.

email id: sonjayemaurya@gmail.com

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Dr. (HC) Sonjaye Maurya
Immagine & poesia

Prof. Ada Aharoni (Israel): Ponte di Pace

PONTE DI PACE

Mia sorella araba, costruiamo un ponte delle meraviglie
dal tuo fico e dalla tua vite ai miei
sopra il dolore bollente della battaglia!
Salima, mia sorella araba,
Quando rideremo di nuovo
come due madri, invece di piangere
sulle tombe dei nostri figli?

Tu ed io, Salima, amica mia,
su questo ponte delle meraviglie
nella fragranza del gelsomino in fiore,
tenendoci per mano e sussurrando segreti
sui nostri amori, i nostri figli, i nostri progetti,
e il nostro più profondo desiderio di un cielo libero e luminoso
coronato da scintillanti stelle della pace.

Quindi, mia sorella araba, costruiamo un ponte robusto
di tollerante comprensione al profumo di gelsomino,
dove ognuna si siederà con il suo bambino
sotto la sua vite e sotto il suo fico
e nessuno ci farà paura,
E NESSUNO CI FARÀ PAURA!

(Traduzione di Lidia Chiarelli, Italia)

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BRIDGE OF PEACE

My Arab sister, let us build a wonder bridge
from your fig tree and vine to mine
above the boiling pain of the battle!
Salima, my Arab sister,
When will we laugh again
like two mothers, instead of weeping
on our sons’ tombs?

You and me, Salima, my friend,
on this wonder bridge
in the fragrance of blossoming jasmine,
holding hands and whispering secrets
about our loves, our children, our plans,
and our deepest yearning for a bright free sky
crowned by twinkling Peace Stars.

So, my Arab sister, let us build a sturdy bridge
of tolerant jasmine understanding,
where each shall sit with her baby
under her vine and under her fig tree
and none shall make us afraid,
AND NONE SHALL MAKE US AFRAID!

Ada Aharoni (Hebrew: עדה אהרוני‎; born Andrée Yadid, 1933) is an Egyptian-born Israeli poet, writer, lecturer, sociologist and peace researcher. Since her first poetry book, Poems from Israel, was launched in 1972 she has published 34 books, including peace poetry, historical novels, sociology and history books, biographies, drama, film-scripts, literary criticism, and books for children. The uprooting of the Jews from Egypt, including herself, following the establishment of Israel in 1948 is one of the main topics in many of her novels. Her research on this “Second Exodus” has been a major focus in her career.

Aharoni is the Founder and World President of Iflac: The International Forum for the Literature and Culture of Peace. (Source: Wikipedia)

Joshua Corwin, Maria Del Castillo Sucerquia

Poesie di Joshua Corwin (USA) tradotte da Maria Del Castillo Sucerquia (Colombia)

12:01

Sto ascoltando lo splendore dei tuoi occhi
dall’altra parte del telefono.

Parlando così
mi sento autentico,
etereo.

Non devo tatuare nell’aria
i significanti per capirti.

Ricordo la prima volta che mi hai detto…
Come se non fosse niente…
Sulle diverse categorie di donazione caritativa.

Era seduto di fornte a te, proprio lì.
(Tu su quella sedia, io su questa: i nostri occhi)

C’e’ un tipo di donatore che fa una grossa donazione
e la pubblicizza con un cartello sul muro

e c’e’ un altro che rimane anonimo.

Le tue parole sospese come un fantasma
non dovevano essere come pensavo:

una volta eri me,
una volta eri al mio posto…

In quel momento,
lo sapevo.


Poesia pubblicata nel libro BECOMING VULNERABLE

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin

Apparso per la prima volta in Al-Khemia Poetica. 3 settembre 2019

Nominato per il premio Pushcart 2020

Ristampato in The Ephimilar Journal, Palisadian-Post (stampa)

Gruppo di interesse speciale per l’autismo della MENSA britannica (stampa)

poeticdiversity (digitale) e Sequoyah Cherokee River Journal (digitale)

Tradotto in Sequoyah Cherokee syllabus, georgiano ed ebraico

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Diventando Vecchio

Che ritornino i dolori lontani, le magnolie
biforcate e fiorite, oltre l’aria lucente.
Dove sei andato, mio dolce fantasma?

Condividiamo la riva dell’eccitazione ingenua,
come sognatori, aspettiamo la fine dell’illusione
e che l’accusa archiviasse il caso
nel silenzio della casa.

Mi sveglio, ubriaco di ricordi,
e guardo il lago azzurro dove vengono sezionati i miei dolori.
Una volta ero giovane e il rumore
che la vita mi offriva mi stancava.
Aveva un sapore migliore di adesso.


Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata su Spillwords Press (digitale), 8 agosto 2020
Vincitore dello Spillwords Press Award 2021, nella categoria Pubblicazione poetica dell’anno

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Ho bisogno di te

E’ per questo
ho bisogno di te più che mai.
E’ per questo che il vento
mi sbatte i capelli all’indietro.
E’ per questo che l’aurora
dimentica il suo nome…
Mi chiamano oceano errante. Ombre.
Ma ricordo la tua chiamata
dalla cresta di cristallo
e ricordo quando il vento cantava
madrigali sotto il vischio.
Chiaro di luna.
Ricordo quando la terra
si formò.

Il suono della tua voce,
la caduta di un angelo.
Sono diventato un guardiano
senza saperlo.
La serenità è stata piegata,
ha scatenato il dramma dei sogni.
Mi sono alzato dal divano
nelle strade solari.

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata su The Somerville Times (Somerville, MA. Stampa e digitale), 9 dicembre 2020

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Mi guardo indietro, sono abbastanza

Vago per le sale dello spettacolo,
la speranza che porta, il recordo della mia venuta.
Ero il ragazzo che raccoglieva la spazzatura in giardino,
assemblandola con qualcos’altro, qualcosa che mi allontanasse dal mondo.
Di questo pianeta dove sono stato lanciato e condizionato.
Al college, ero il ragazzo con le zampe di capra,
quello che ha cercava di dimostrare che era abbastanza,
ero il matematico nascosto nel seminterrato,
quello che non usciva per paura di non fare la tesi di dottorato.
quello che passava lunghe ore a risolvere un teorema,
quello che dava risultati e dimostrava di essere capace
di agitare il sottile bicchiere di vino al di sopra della gerarchia
mentale del “basta” e sì, pensavo di essere al sicuro in quel momento.
Ma ho iniziato a invecchiare in lontananza, correre nel campus per paura
di andare in ospedale, essere solo, inseguendo me stesso.
Furioso, ho urlato e sputato una palla di fuoco
e mi hanno bruciato le braci nell’urna della verità.
Sotto la fallacia della schiavitù, sul ciglio della strada,
ho rigurgitato bugie: storie con labirintiche ruote
dei miei scivoloni in fuga, delle labbra in fuga, labbra seminate nell’esilio.
Un’isola che sostiene l’elisir che non è durato un nanosecondo.
Mentre rotolavo, con occhi da gufo, ho cercato di intravedere l’Eden,
mi sono reso conto di essere l’ombra che ho contato nella teoria
dei numeri trascendentali, ombra che ho provato di dimostrare per
nascondere la mia propria oscurità. Tuttavia, dopo la morte di mio nonno, Papa Mert,
e con le parole dei miei maestri: ho notato che sono abbastanza.
Durante la meditazione in quel santuario in Koreatown,
ho notato che sono abbastanza. E nelle mia quinta volta
come sponsor, ho notato che sono abbastanza.
Quando ho letto il mio libro, Becoming Vulnerable, ho avvertito che sono abbastanza.
Con lacrime di gratitudine mi affaccio alla finestra e lo affermo: sono abbastanza.
Per continuare a vagare e incontrare la mia ombra,
canticchiare la melodia dell’offerta,
per ricordare che va bene dimenticare,
e che la finestra tende ad appannarsi e l’immagine
non e sempre una bella autostrada.
Ma, a volte, osservo uno sporco alpinista che scala
l’abisso dissolvenza che pende solitario dal cielo
dove tutto è abbastanza.

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin

Poesia pubblicata su Spectrum Publishing, numero speciale “Looking Back” (digitale), 13 dicembre 2020

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Gratitudine dopo colazione

HO USATO      per pensare che la meditazione fosse una bufala,
quell’illuminazione era per quelli sepolti nel terreno.

HO USATO      per pensare che fosse impossibile smettere di pensare per più di 5 secondi.
Credevo segretamente di sapere tutto.

HO USATO      per considerare la gratitudine una parola non necessaria.
Odiavo allungare gli zigomi in un sorriso.

Ero convito che tutti fossero dei falsi.
HO USATO      per pensare che ero spazzatura.

HO USATO      per pensare che ero un pezzo di spazzatura.
Sarei paralizzato dalla paura per ore.

Discutevo con gli specchi, minacciando di battere i pugni nella radura.
HO USATO      per maledire il temuto riflesso.

Stavo sveglio tutta la notte, ballando nel dolore.
Senza consenso, tutto il mio corpo in preda alle convulsioni.

Ho guardato il sole sorgere triste e disperato come una persona un lutto.
Fuori stava sorgendo, dentro stavo morendo.

HO USATO      per non sapere se stavo mentendo o dicendo la verità.
Ho passato ore a lottare con il mio dio, con me stesso.

Mi sveglio la mattina e dico s’ama.
Poi preparo il mio letto, mi lavo le mani.

Mi sveglio la mattina e vado nella stanza accanto.
Poi mi siedo su una sedia e ascolta per un’ora.

Mi sveglio la mattina e a volte mi sento leggero come una piuma.
Poi preparo la colazione e sorridi mentre lavo la mia ciotola.

Mi sveglio la mattina e sorrido all’uomo nello specchio.
Poi io faccio la doccia e abbraccio la mia anima.

Mi sveglio la mattina e ringrazio Dio.
So di non essere Lui.

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata nel libro Becoming Vulnerable

Joshua Corwin

Joshua Corwin è un autore neurodiverso nato a Los Angeles, California. È stato nominato due volte per il Premio Pushcart come miglior poeta ed è stato il vincitore del premio Spillwords Press 2021 nella categoria poesia dell’anno. Il suo libro di memorie poetiche Becoming Vulnerable (2020) descrive in dettaglio la sua esperienza con autismo, dipendenza, sobrietà e spiritualità. Il suo lavoro è apparso su Winning Writers, The Somerville Times, Palisadian-Post, National Beat Poetry Foundation, Life in Quarantine alla Stanford University, tra gli altri. Ha tenuto conferenze all’UCLA, è stato pubblicato con Lawrence Ferlinghetti e ha letto con il poeta inaugurale americano nel 2013, Richard Blanco. Conduce il podcast di poesia Assiduous Dust, scrive la rubrica settimanale Incentovise per Oddball Magazine (Boston, Massachusetts. Virtual Magazine) e insegna poesia a individui neurodiversi e al recupero di tossicodipendenti autistici presso The Miracle Project, un’organizzazione senza scopo di lucro per l’autismo. Corwin è l’editore e produttore di Assiduous Dust: Home of the OTSCP, Vol. 1, che presenta una collaborazione con 36 poeti pluripremiati che dimostrano una delle loro forme di poesia inventate. Attualmente sta lavorando a un romanzo esistenziale su un avvocato alcolizzato tormentato da idee suicide. Il suo sito web è www.joshuacorwin.com.

Tradotto da Maria Del Castillo Sucerquia. Una poetessa colombiana, agente letterario, editorialista e traduttrice.

Sahitto Award, Tareq Samin

Sahitto International Award for Literature 2021

SAHITTO AWARD 2021

A prestigious Award with high quality international judges debuts in Bangladesh:

Sahitto Award 2021.

Sahitto International Award for Literature 2021

Award winners list:

Winners of Grand Jury Award:

Faleeha Hassan (Iraq-USA), Lidia Chiarelli (Italy)

Winners of Excellence in Literature Award:

Borche Panov (North Macedonia), Kupriyanov Viacheslav (Russia), Mai Văn Phấn (Vietnam), Pankhuri Sinha (India), Uday Shankar Durjay (Bangladesh), Wang Guilin (China)

Winners of Jury Award:

Alicja Maria Kuberska (Poland), Claudia Piccinno (Italy), Germain Droogenbroodt (Spain), Kari Krenn (Argentina), Ranko Pavlovic (Bosnia Herzegovina), Qiao Hao (China), Rui Cóias (Portugal), Shamenaz Bano (India), Sue Zhu (New Zealand-China), Subash Singh Parajuli (Nepal)

Winners of Honorable Mention in literature Award:

Lilia Gutiérrez Riveros (Colombia), Maki Starfield (Japan), Michela Zanarella (Italy), Mu Ye (China), Rahim Karimov (Kyrgyzstan)

Winners of Special Jury recolonization Award:

Eliza Segiet (Poland), Shaila M Simi (Bangladesh), Zhou Duanzhuang (China)

Sahitto International Award for Literature 2021, literature judging committee members:

Members of European, American and African Literature Judging committee:

Vesna Mundishevska-Veljanovska (North Macedonia), Yeşim Ağaoğlu (Turkey), Antonia Petrone (Italy), Freke Räihä (Sweden), Glória Sofia (Cape Verde), Franco Barbato (Chile).

Members of Asia Pacific Literature Judging committee:

Tareq Samin (Bangladesh), Dr. Tzemin Ition Tsai (Taiwan), Dr. Sayeem Rana (Bangladesh), Amita Sanghavi (India-Oman), Anjuman Rosy (Bangladesh-Canada), Mujib Rahman (Bangladesh), Antonia Petrone (Italy) (Special Judge).

https://sahitto.com/index.php/component/k2/item/519-award-winners-list-of-sahitto-international-award-for-literature-2021?fbclid=IwAR2K5sP3GjflFZLX9632VxUldCRR8MJELWFX0OW-GPChbMDg59jHbrk_m3E

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The news is also reported in Chinese Literary Journals

http://www.52hrtt.com/ar/n/w/info/A1619690502488

Australia and New Zealand based Chinese journal ‘Ausnznet’ published news on Sahitto International Award.

http://www.ausnznet.com/wenyuan/article_detail.asp?catID=116&articleID=6381&fbclid=IwAR1tuKRgWm6kk8wUhHKcl84UJAKnljHcBGB-c-NxOCQ1IVztuDYfrP3nAjM

Hirshhorn Museum Washington DC, Immagine & poesia, Lidia Chiarelli, Wish Tree

Lidia Chiarelli’s Wish Tree installations for Hirshhorn Museum’s project (Washington DC)

Japanese Maple – Wish Tree
Olive – Wish Tree
The Vine – Wish Tree
Lemon – Wish Tree

Lidia Chiarelli responds to the project of the Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington DC) with four installations of “EYES TO SEE THE RENAISSANCE OF WONDER” series (quoting Lawrence Ferlinghetti).

#WishTreeDC #YokoOno #hirshhorninsideout #wishtreefortheworld.

This year, art lovers are invited to share photographs of their handwritten wishes with the museum via Instagram under the hashtags #WishTreeDC and #YokoOno. Hirshhorn staff will then transfer as many wishes as possible to paper tags, sharing photographs of the installation on social media as it grows.